Storia dell'A.A.M. Architettura Arte Moderna (A.A.M. Galleria) dal 1978

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La A.A.M. Architettura Arte Moderna, un centro culturale al servizio di un disegno denso ed avvincente: l'ambizione di individuare un sovrasistema di relazioni reciproche osservando sistemi isolati e analogie tra sistemi apparentemente dissimili.

Il tutto legato alla figura e al ruolo del suo ideatore e fondatore Francesco Moschini che, più recentemente coadiuvato da Gabriel Vaduva, è riuscito a creare una circolarità tra diversi "saperi" e diversi impegni, da quello didattico come docente di Storia dell'Arte e di Storia dell'Architettura al Politecnico di Bari, a quello d’intellettuale impegnato su diversi fronti, di cui la Biblioteca (Fondo Francesco Moschini Archivio A.A.M. Architettura Arte Moderna per le Arti, le Scienze e l’Architettura) resa pubblica, fornisce ampia testimonianza.

L'obiettivo del programma della A.A.M. Architettura Arte Moderna è quello di creare un momento di riflessione e uno spazio in cui strumenti e materiali di conoscenza, di analisi e di storia entrino in rapporto con il fare arte e architettura. In questa’ottica gli oggetti di indagine sono di volta in volta diversi: per ciò che riguarda l’architettura si va dall'iter progettuale di singoli architetti alla situazione (in una prospettiva storica) della città costruita, tornando di nuovo agli architetti come figure di costruttori di quelle città.

Ad un altro livello si propone invece un confronto tra disciplina architettonica ed altre discipline: arti visive, fotografia, scenografia, design ecc., cercando di articolare un più esteso e complesso dibattito. I settori di attività, ciascuno al suo interno differenziato, ai quali si può ricondurre questo impegno, sono sostanzialmente quattro: le mostre, le conferenze-proiezioni­dibattiti, l'attività editoriale e i progetti.

Le mostre spaziano dalle personali relative al singolo artista o architetto alla proposizione di tematiche intorno alle quali si coagula l'attuale dibattito culturale, in una logica di oscillazioni e interferenze che vede il coinvolgimento simultaneo di tutte le discipline interne al Sistema delle Arti.

Nata nel gennaio del ‘78 a Roma, con una mostra dedicata a Edoardo Persico, la A.A.M. Architettura Arte Moderna ha conquistato a poco a poco uno spazio culturale, oggi riverberato ben oltre i confini della città ed assolutamente particolare.

Attentamente meritano di essere considerati il "momento" e il "luogo" nei quali la A.A.M. Architettura Arte Moderna ha cominciato a lavorare. II '78 era l'anno successivo all'ultima rivolta giovanile e coincide con l'eclisse della cultura dai luoghi ad essa deputati quali, per esempio, l'università che, assoggettandosi ad un pretestuoso riordinamento per il grande numero, andava appiattendo verso il basso le qualità culturali.

Il "luogo" era Roma, una periferia dell'impero, terra di frontiera e regno dell'individualismo, ma anche terra di fermenti dove la lotta per la sopravvivenza rendeva più acuto e, forse, più aggressivo e vitale ogni apporto creativo. Questo il luogo ed il momento nei quali è nata la A.A.M. Architettura Arte Moderna, una struttura presto divenuta Centro di Produzione e Promozione di Iniziative Culturali, Studi e Ricerche cui in seguito si affiancherà una parallela attività editoriale.

Ecco dunque la necessità di una presenza informata, curiosa, eclettica, seria. Un lavoro "d'autore", a riguardare oggi a distanza l'opera della A.A.M. Architettura Arte Moderna, un'opera di cui vanno riconosciuti alcuni risultati. Primo fra tutti quello di aver identificato, nel panorama nazionale, il crogiolo rappresentato dalla situazione romana e averle offerto, oltre che una ribalta, un luogo di scambio con altre situazioni culturali.

Ed ecco le mostre monografiche dedicate, tra gli altri a Carlo Aymonino, Franco Purini, Alessandro Anselmi e il Gruppo G.R.A.U. (Gruppo Romano Architetti Urbanisti), Dario Passi, Franz Prati, Paola D'Ercole (Studio Labirinto)Nicola Di Battista, Efisio Pitzalis, Michele Beccu (ABDR), Filippo Raimondo (ABDR), per cogliere le principali presenze dell'area romana, ma anche in ambito milanese, quelle dedicate ad Aldo Rossi, Arduino Cantafora, Massimo Scolari, Giorgio Grassi, Mario Bellini, Antonio Monestiroli, Luca Scacchetti, Mauro Galantino o ancora quelle dedicate a Gianugo Polesello e Franco Stella, o a Francesco Venezia.

È inoltre da ascrivere, tra i principali risultati, l'aver collocato la situazione romana in una prospettiva storica, curando le mostre di Quadrio Pirani, di Innocenzo Sabbatini, di Giuseppe Vaccaro, di Giulio Magni, su “Roma negozi d’epoca”, "Luigi Pianciani e l'urbanistica di Roma capitale", "Edilizia popolare a Roma", mostre che alle spalle della situazione romana hanno scavato creando un ponderoso materiale di studio e di riflessione su nomi tenuti a lungo in ombra dalla critica ufficiale.

Tutto questo mantenendo il senso dell’attualità, che vuol dire occasioni colte al volo, ma anche attenzione vigile, informazione capillare, capacità di contatti e credibilità, qualità queste che hanno reso possibili mostre come: "Alcuni disegni per l'America", dove erano presentati i disegni di Carlo Aymonino per una esposizione americana; "Berlín LutzwoPlatz: una selezione della partecipazione italiana al concorso Berlino I.B.A.", "Grosstadtarchitektur", sei progetti per Berlin-Moabit; o mostre di architetti internazionali, come quelle dedicate a Steven Holl nel 1981, e ai progetti di Diana Agrest e Mario Gandelsonas, nel 1983, di Vito Acconci, nel 1988, di Heinz Tesar e infine di Carme Pinòs, nel 1996.

Nel corso degli anni, alle monografie di architettura, si sono alternate mostre monografie dedicate a straordinari grafici e illustratori, come Andrea Pazienza, Massimo Bucchi, Paolo Cardoni, Alfredo De Santis, Riccardo Mannelli, Giuliano Vittori, Mario Cresci, Carla Conversi, Cinzia Leone, Bruno Munari, Roberto Perini, Roberto Pieraccini, Chiara Rapaccini, Gianfranco Torri.

Ma soprattutto costante è stata l’attenzione di A.A.M. nei confronti di artisti quali: Carla Accardi, Vito Acconci, Carl Andre, Roberto Barni, Sigfrido Martin Beguè, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Maurizio Cannavacciuolo, Nicola Carrino, Carlo Cego, Elvio Chiricozzi, Paolo Cotani, Enzo Cucchi, Stefano Di Stasio, Mauro Folci, Lino Frongia, Licia Galizia, Paola Gandolfi, Paul Klerr, Jannis Kounellis, Maria Lai, Felice Levini, Franco Libertucci, Giancarlo Limoni, Sergio Lombardo, Teodosio Magnoni, Renato Mambor, Fabio Mauri, Ana Mendieta, Sabina Mirri, Elisa Montessori, Carmengloria Morales, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Gianfranco Pardi, Achille Perilli, Roberto Pietrosanti, Pino Pinelli, Piero Pizzi Cannella, Arnaldo Pomodoro, Emilio Prini, Paolo Radi, Lucia Romualdi, Mariano Rossano, Mario Schifano, Ettore Sordini, Mauro Staccioli, Cesare Tacchi, Marco Tirelli, Giuseppe Uncini, Angelo Verga, Claudio Verna, Bogdan Vlăduţă, Stanley Whitney.

Sul piano artistico, A.A.M., si è sempre caratterizzata per un intervento "a programma" in modo che questo risultasse strettamente intrecciato con i luoghi cui era destinato, non perseguendo quindi una politica di pura acquisizione di opere quanto piuttosto formulando itinerari di ricerca e di sperimentazione su cui fare convergere artisti omogenei fra di loro sino a configurare vere e proprie politiche culturali di volta in volta mirate.

Né va sottovalutata la capacità di ricollegare quell'avanguardia elaborata e composita che, a partire dagli anni Sessanta, pur rifacendosi ad una costellazione di fonti disparatissime, aveva fondato sue precise trame di interdisciplinarietà proprio a Roma, dando vita alla serie "Ut pictura architettura: la costruzione logica dell'opera" con le mostre di Arduino Cantafora, Massimo Scolari, Paolo Cotani ed Ettore Sordini, o alle esposizioni fotografiche (serie “Fotografia & Architettura”) di Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Roberto Bossaglia, Fernand Léger (con Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret), Antonio Biasiucci, o quelle davvero inedite e mai sperimentate prima, dedicate a gruppi teatrali (serie “Extramedia: Teatro Danza Video Cinema”), come il "Gruppo Altro", animato da Achille Perilli e Lucia Latour, o a "Falso Movimento" con Lino Fiorito, a "Tradimenti Incidentali", a "Giardini Pensili", alla "Socìetas Raffaello Sanzio", alla "Compagnia Solari-Vanzi", a "Sergio Tramonti", al "Teatro della Valdoca" con Antonio Annichiarico, a "Dark Camera. Marcello Sambati".

Un ulteriore merito di A.A.M., che troverà grande fortuna e seguito, è l’avere ideato, per prima, sul rapporto tra arte e architettura, “l'incontro-scontro” tra un architetto ed un pittore che, in occasione di una stessa mostra, confrontano le affinità delle rispettive ricerche linguistiche, formali e spaziali.

Memorabili i primi "Duetti", quello tra Enzo Cucchi e Dario Passi, di Costantino Dardi e Giulio Paolini, di Vittorio Gregotti ed Elisa Montessori, di Franco Purini e Giuseppe Uncini, quelli di Alighiero Boetti ed Ettore Sottsass, Alessandro Mendini e Luigi Ontani, Carl Andre e Ana Mendieta, Jannis Kounellis e Gregorio Botta, Fabio Mauri e Massimo Bucchi.

Queste sperimentazioni hanno trovato puntuale riscontro e concreta realizzazione durante gli anni in cui Francesco Moschini e A.A.M. Architettura Arte Moderna hanno prestato la loro consulenza culturale per il Gruppo Ferruzzi - “Progetti d'opera” (Site-specific art in architecture projects).

Infine, ulteriore merito dell'A.A.M. è quello di essere riuscita a costituirsi come un vero e proprio centro di documentazione e di organizzazione nell'iniziativa, realizzata insieme all'Assessorato per gli interventi sul Centro Storico, dei Laboratori di Progettazione: nati come ripensamento, incontro e progettazione sull'architettura e sulla città di Roma, per dar vita ad una manifestazione che, in varie tappe, chiamasse molte forze della cultura italiana a consulto sui problemi della città e del centro storico.

A distanza di oltre trent’anni dalla sua apertura, la A.A.M. Architettura Arte Moderna ha ravvisato la necessità di ripensare alla propria storia e di fare un bilancio riguardo al proprio ruolo maieutico nei confronti dell'arte e dell'architettura contemporanee, sino a comporre, con le varie "tessere" accostate di anno in anno, un mosaico di ampio respiro, difficile da controllare, ma ben precisato nel proprio progetto, da quello artistico a quello editoriale, garantito dalle collane di volumi editati con il supporto di editori diversi.

L’intensa produzione editoriale e pubblicistica che negli anni si accompagna alla serrata successione di esposizioni allestite negli spazi delle due sedi dell’A.A.M. di Roma e Milano, riguarda, oltre ai cataloghi, la direzione di numerose collane di architettura per la casa editrice Kappa e non solo. Ne fanno parte, tra l’altro, le serie “Città e progetto”, “Progetto / Dettaglio”, “Quaderni di progetto e dettaglio”, “Interni di progetto e dettaglio”, “Architettura / Materiali”, “Esercizi, testi e immagini”, “Quaderni dell’A.A.M.”.

Tra i testi pubblicati nell’ambito di queste ultime andrebbero citati, per l’importante contributo alla letteratura architettonica italiana del secondo Novecento il volume di Franco Purini “Luogo e progetto” del 1976, sulle permanenze storiche nel progetto di architettura e il ruolo imprescindibile del disegno nell’invenzione figurativa e, dello stesso autore, il testo “Alcune forme della casa”, stampato in occasione dell’omonima mostra alla Galleria A.A.M.

Ma anche il libro di Costantino Dardi “Semplice, lineare, complesso”, dedicato alle relazioni tra l’oggetto architettonico e il contesto urbano; quello di Mario Ridolfi del 1997, sulla “Poetica del dettaglio”; infine, la serie monografica del “Centro Di” con i cataloghi dedicati alle opere di Aldo Rossi, Massimo Scolari, Giorgio Grassi e Paolo Portoghesi. Una continuità dunque che trapassa dalle mostre ai cataloghi delle attività culturali che hanno avuto Roma come epicentro ma che si sono propagate a livelli meno circoscritti e al di là dello specifico architettonico.

Tutto ciò è ben precisato nel volume “Disegni di architettura italiana dal dopoguerra a oggi”, pubblicato in occasione della mostra tenutasi presso le Scuderie Medicee di Poggio a Caiano nel 2002, che documenta la prestigiosa collezione di disegni d’architettura di Francesco Moschini.

Nel presentare gli esiti più autorevoli della “stagione dell’architettura disegnata”, di cui rivendica presupposti e meriti, il corpus degli oltre 2500 disegni della Collezione Francesco Moschini e Gabriel Vaduva A.A.M. Architettura Arte Moderna è certamente tra i nuclei archivistici più importanti per la documentazione e lo studio dell’architettura e delle arti visive, e rendendo merito alla costruzione trentennale di una storia intessuta di significati dimostra che esiste e resiste, a dispetto di quanto le dinamiche interne al sistema delle arti tengano spesso tristemente a ricordare, una maniera di pensare la ricerca e la cultura consapevole di non poter prescindere dall’autorevolezza e dalla generosità con cui è necessario che queste si offrano alla collettività.

Parallelamente alla sua attività espositiva, la A.A.M. Architettura Arte Moderna, nel corso degli anni ha svolto un ruolo di produzione e promozione culturale rivolta all'esterno per enti ed istituzioni pubbliche e private, nazionali ed internazionali.

Sul piano progettuale ed architettonico, inoltre A.A.M., ha ideato e curato alcuni Laboratori di Progettazione, da quello su Roma “Laboratorio di Progettazione '83”, su “Cerreto Sannita ‘88” su “Toronto 1990”, su “Cassino ‘94”, e su “Gallipoli 2012”, nonché cicli di conferenze, con i più prestigiosi e autorevoli esperti nazionali e internazionali, da Manfredo Tafuri a Rafael Moneo, da Joseph Rykwert a Richard Burdett, a Paul Chemetov.

Per oltre un decennio A.A.M. Architettura Arte Moderna, dal 1994 al 2004, ha ampliato la propria attività espositiva e di promozione culturale attraverso dibattiti e conferenze, anche a Milano, privilegiando scelte di respiro internazionale con mostre dedicate a: “Ettore Sottsass e Memphis”, nel 1994, a “Heinz Tesar”, nel 1996, a "Studio ABDR", nel 1997, a “Peter Zumthor”, nel 1998, a “Antonio Citterio & Partners”, “Italo Rota & Partners”, “Carlo Mollino”, “Álvaro Siza Vieira”, nel 1999, a “Sverre Fehn”, nel 2000, a “Steven Holl”, nel 2001, a “Raimund Abraham” e “Joe Coenen”, nel 2002, a “Juan Navarro Baldeweg”, nel 2003.

Per oltre dieci anni, dal 1987 al 1998, A.A.M. Architettura Arte Moderna è stata responsabile delle attività culturali, espositive ed editoriali dell’Istituto Europeo di Design di Roma, con la direzione scientifica e culturale di Francesco Moschini.

Da sempre A.A.M. Architettura Arte Moderna, pur portando avanti le proprie attività editoriali e espositive “in situ” ha scelto di aprirsi sul fronte pubblico con mostre curate per enti pubblici in Italia ed all’estero, come: le più recenti dedicate ad “Álvaro Siza” nel 2008 e a “Steven Holl” nel 2010, entrambe introdotte con saggi critici di Francesco Moschini e realizzate nel castello di Acaya (Lecce); quelle dedicate ad Aldo Rossi e tenute presso l’Accademia Nazionale di San Luca di Roma nel 2008 e il Politecnico di Milano nel 2009.

In parallelo A.A.M. Architettura Arte Moderna, ha sempre incentivato la propria partecipazione a mostre curate da enti istituzionali, in Italia e all’estero, con presenze significative di materiali del proprio archivio, prestati per essere esposti, in diverse occasioni, alla Triennale di Milano (Italia), all’IVAM Instituto Valenciano de Arte Moderno di Valencia (Spagna), o al Deutsches Architektur Museum di Frankfurt am Main (Germania).

L’intero patrimonio bibliografico e documentario dell’A.A.M. è confluito, alla fine degli anni Novanta, nel Fondo Francesco Moschini Archivio A.A.M. Architettura Arte Moderna, per le Arti, le Scienze e l’Architettura; patrimonio costituito da oltre 70.000 volumi tra libri, riviste e cataloghi.

Attualmente questa Bblioteca è collocata all’interno del DAU Dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari (dove Francesco Moschini insegna Storia dell'Architettura e Storia dell'Arte, nella Facoltà di Ingegneria ed in quella di Architettura) e ospita, oltre ad un consistente insieme di libri a carattere multidisciplinare, una delle più complete collezioni di cataloghi d’arte e di architettura pubblicati nel Novecento.

Il Fondo si configura come uno “spazio di riflessione critica” su diversi fronti culturali e si caratterizza per la volontà di istituire un dialogo permanente tra differenti linguaggi.

Tra le numerose iniziative culturali ed espositive promosse dal Fondo Francesco Moschini Archivio A.A.M., si segnala il Progetto T.E.S.I. Tesi Europee Sperimentali Interuniversitarie che rappresenta un momento di sintesi tra la specifica attività didattica e la più ampia attività culturale di Francesco Moschini.

Nell’ambito di tale Progetto è stato avviato un ciclo di Lectiones Magistrales dedicato al tema Libro/Biblioteca che ha già visto coinvolte al Politecnico di Bari personalità illustri come: Luciano Canfora, Franco Purini, Gianfranco Dioguardi, Ruggero Pierantoni, Antonella Agnoli + Marco Muscogiuri, Massimiliano Fuksas, Massimo Cacciari, Mario Cresci, Mario Resca, Sergio Rubini.

 


 

History of the activities of A.A.M. Architettura Arte Moderna (A.A.M. Gallery) from 1977/1978 to date

A.A.M. Architettura Arte Moderna is a cultural centre inspired by the charming ambition to identify an over-system of mutual relations, by drawing analogies between isolated and seemingly different systems.

Its author and founder, Francesco Moschini, more recently helped by Gabriel Vaduva, has been able to create a circular link between different “skills and tasks”, as a committed intellectual and a university teacher of art and architecture history (Politecnico of Bari). The public library, “Fondo Francesco Moschini Archivio A.A.M. Architettura Arte Moderna per le Arti, le Scienze e l’Architettura”, is proof of his commitment.

A.A.M. Architettura Arte Moderna aims to create a space for reflection, where tools and materials of knowledge, analysis and history mingle with art and architecture.

From this perspective, the study subjects are always different: as for architecture, the procedure goes from each architect’s planning drawings to the building of cities from a historical perspective, with the architects being the actual makers of those towns.

Another objective is to combine and compare architecture with other disciplines: visual arts, photography, scenography, design, etc. There are basically four different activities involved in this effort: exhibitions, lectures with slides and discussions, publications and projects. Exhibitions are designed either to promote a single artist/architect’s work or to cover the current cultural themes, showing the interactions and interferences among the artistic disciplines.

A.A.M. Architettura Arte Moderna was founded in January 1978 in Rome, with an exhibition devoted to Edoardo Persico, and has gradually attained a particular cultural significance, even beyond the boundaries of the city.

It should be carefully borne in mind when and where A.A.M. Architettura Arte Moderna started to work. 1978 was the year after the last youth revolt, when culture was being eclipsed from universities, under the pretext of a massive increase in the student numbers, thus flattening all cultural qualities.

The “birthplace” was Rome, a periphery of the empire, border land and realm of individualism, but also a place in ferment, where the struggle to survive made any creative contribution look more intense and, maybe, aggressive and vital. This is where and when A.A.M. Architettura Arte Moderna was born, soon becoming a Study and Research Centre for the Organisation and Promotion of Cultural Activities, more recently helped by a parallel publishing activity.

Hence the need for acquainted, curious, eclectic, reliable figures. When looking back at the work made by A.A.M. Architettura Arte Moderna now, after so many years, it can be recognised as a real masterpiece, whose main effect so far has been to identify Rome as a melting pot within the national frame, bringing the city to the forefront as a place of cultural exchange.

Among the major monographic exhibitions, let us remember those devoted to the Roman Carlo Aymonino, Franco Purini, Dario Passi, Franz Prati, Paola D'Ercole (Studio Labirinto)Nicola Di Battista, Efisio Pitzalis, Michele Beccu (ABDR), Filippo Raimondo (ABDR), Alessandro Anselmi and the Group G.R.A.U. (Gruppo Romano Architetti Urbanisti), to the Milanese Aldo Rossi, Arduino Cantafora, Massimo Scolari, Giorgio Grassi, Mario Bellini, Antonio Monestiroli, Luca Scacchetti, Mauro Galantino and then to Gianugo Polesello, Franco Stella and Francesco Venezia.

Thanks to the exhibitions on “vintage shops in Rome”, "Luigi Pianciani and urbanism of Rome", "Social Housing in Rome", which placed the city in a historical perspective, lots of new names, obscured by critics, have come to light: Quadrio Pirani, Innocenzo Sabbatini, Giuseppe Vaccaro and Giulio Magni, among the others. All this was made trying to seize the right chances at the right time, but also with watchful eyes, detailed information and credibility.

These qualities allowed the organisation of exhibitions such as “Some drawings for America” (Carlo Aymonino) and “Berlín LutzowPlatz: a selection of Italian works for the event Berlin I.B.A.”, "Grosstadtarchitektur", six projects for Berlin-Moabit; among the other exhibitions, let us not forget those devoted to international architects (e.g. Steven Holl, in 1981), and to the projects of Diana Agrest and Mario Gandelsonas, in 1983, Vito Acconci, in 1988, Heinz Tesar and Carme Pinòs, in 1996.

With the passing of the years, besides the series of architectural monographs, several exhibitions have been devoted to extraordinary graphic designers and illustrators, like Andrea Pazienza, Massimo Bucchi, Paolo Cardoni, Alfredo De Santis, Riccardo Mannelli, Giuliano Vittori, Mario Cresci, Carla Conversi, Cinzia Leone, Bruno Munari, Roberto Perini, Roberto Pieraccini, Chiara Rapaccini, Gianfranco Torri.

A.A.M.’s attention has been constant especially towards artists like Carla Accardi, Vito Acconci, Carl Andre, Roberto Barni, Sigfrido Martin Beguè, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Maurizio Cannavacciuolo, Nicola Carrino, Carlo Cego, Elvio Chiricozzi, Paolo Cotani, Enzo Cucchi, Stefano Di Stasio, Mauro Folci, Lino Frongia, Licia Galizia, Paola Gandolfi, Paul Klerr, Jannis Kounellis, Maria Lai, Felice Levini, Franco Libertucci, Giancarlo Limoni, Sergio Lombardo, Teodosio Magnoni, Renato Mambor, Fabio Mauri, Ana Mendieta, Sabina Mirri, Elisa Montessori, Carmengloria Morales, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Gianfranco Pardi, Achille Perilli, Roberto Pietrosanti, Pino Pinelli, Piero Pizzi Cannella, Arnaldo Pomodoro, Emilio Prini, Paolo Radi, Lucia Romualdi, Mariano Rossano, Mario Schifano, Ettore Sordini, Mauro Staccioli, Cesare Tacchi, Marco Tirelli, Giuseppe Uncini, Angelo Verga, Claudio Verna, Bogdan Vlăduţă, Stanley Whitney.

From an artistic standpoint, A.A.M. has always been characterised by “planned” actions: the acquisition of works is purely based on methods of research and experimentation aimed at finding similar artists and developing targeted cultural policies.

The elaborate and composite avant-garde artists, who found their interdisciplinary approach to art in the Rome of the sixties, have been voiced in the series “Ut pictura architectura: the logical construction of the work” (Arduino Cantafora, Massimo Scolari, Paolo Cotani and Ettore Sordini), with the photographic exhibitions (series “Fotografia & Architettura”) by Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Roberto Bossaglia, Antonio Biasiucci, Fernand Léger (with Charlotte Perriand and Pierre Jeanneret), and with the still unknown exhibitions devoted to theatre companies (series “Extramedia: Teatro Danza Video Cinema”) like “Gruppo Altro”, with Achille Perilli and Lucia Latour, “Falso Movimento” with Lino Fiorito, "Tradimenti Incidentali", “Giardini Pensili”, "Socìetas Raffaello Sanzio", “Compagnia Solari-Vanzi”, “Sergio Tramonti”, “Teatro della Valdoca” with Antonio Annichiarico, "Dark Camera. Marcello Sambati".

A.A.M. was the first to conceive the successful “encounter” between an architect and a painter: on the occasion of an exhibition, they can compare the similarities of their language, form and space. Memorable are the first “Duets”, between Enzo Cucchi and Dario Passi, Costantino Dardi and Giulio Paolini, Vittorio Gregotti and Elisa Montessori, Franco Purini and Giuseppe Uncini, Alighiero Boetti and Ettore Sottsass, Alessandro Mendini and Luigi Ontani, Carl Andre and Ana Mendieta, Jannis Kounellis and Gregorio Botta, Fabio Mauri and Massimo Bucchi.

These experiments were carried out during the years of cultural cooperation between Francesco Moschini (A.A.M. Architettura Arte Moderna) and Gruppo Ferruzzi - “Progetti d'opera” (Site-specific art in architecture projects).

Last but not least, A.A.M. has been able to develop into a research centre for the organisation of Planning Workshops, with the help of the Assessorato per gli Interventi sul Centro Storico: they have been created as an occasion for reconsidering and planning Rome’s architecture, in order to gather several Italian cultural representatives for a consultation on the problems of the city and its old town.

After over thirty years from its beginnings, A.A.M. Architettura Arte Moderna has now recognised the need to think back on its story and take stock of its maieutic role towards contemporary art and architecture, in order to compose, with the various “tesserae” piled up year by year, a wide-ranging mosaic, which is difficult to control, but clearly defined in its artistic and publishing projects, which are guaranteed by the series of volumes edited by different publishers.

Besides the annual exhibitions organised by A.A.M. in Rome and Milan, the rich volume production includes catalogues and several series of architecture books (mostly published by Kappa). Among these are “Città e progetto” (“City and Project”), “Progetto / Dettaglio” (“Project / Detail”), “Quaderni di progetto e dettaglio” (“Books of project and detail”), “Interni di progetto e dettaglio” (“Descriptions of Project and Detail”) , “Architettura / Materiali” (“Architecture / Materials”), “Esercizi, testi e Immagini” (“Exercises, texts and images”), “Quaderni dell’A.A.M.” (“A.A.M.’s Books”).

Among the most important volumes published in Italy, in the second half of the twentieth century, are Franco Purini’s “Luogo e progetto” (“Place and Project”, 1976), about the role of drawing in architectural conception, and “Alcune forme della casa” (“Some house shapes”), released on the occasion of the exhibition with the same title.

Let us not forget Costantino Dardi’s “Semplice, lineare, complesso” (“Simple, linear, complex”), about the relations between the architectural object and the urban context, Mario Ridolfi’s “Poetica del dettaglio” (“Poetics of Detail”, 1997), and “Centro Di”’s monographs in series, with catalogues devoted to Aldo Rossi, Massimo Scolari, Giorgio Grassi and Paolo Portoghesi’s works. A.A.M. has thus gone beyond exhibitions to enter into the domain of catalogues about the cultural activities taking place in Rome, but not limited to its architecture.

All this is explained in detail in the volume “Disegni di architettura italiana dal dopoguerra a oggi” (“Italian architectural designs from the postwar period to the present day”), published on the occasion of the exhibition held in the Medicean Stables in Poggio a Caiano (2002), which shows the impressive collection of architectural creations by Francesco Moschini.

By presenting the most influential results of the “designed architecture season”, the corpus containing over 2500 drawings belonging to the Collection “Francesco Moschini and Gabriel Vaduva A.A.M. Architettura Arte Moderna” is one of the most important archives as to the research and study of architecture and visual arts: thanks to its thirty-year story, it shows a way of thinking about research and culture dependent on the prestige and generosity they need to have to be offered to the general public, despite what art may often tell us.

Besides the exhibitions, A.A.M. Architettura Arte Moderna has played a major role, over the last few years, in producing and promoting cultural activities for national and international public and private bodies and institutions.

From a planning and architectural standpoint, A.A.M. planned and organised some Planning Workshops (“Rome ‘83”, “Cerreto Sannita ‘88”, “Toronto ‘90”, “Cassino ‘94” and “Gallipoli 2012”), as well as a series of lectures, hosting the most prestigious and influential national and international names, such as Manfredo Tafuri, Rafael Moneo, Joseph Rykwert, Richard Burdett, Paul Chemetov.

From 1994 to 2004, A.A.M. Architettura Arte Moderna also promoted cultural activities, discussions and lectures in Milan, with exhibitions devoted to international names: “Ettore Sottsass and Memphis” (1994), “Heinz Tesar” (1996), "Studio ABDR" (1997), “Peter Zumthor” (1998), “Antonio Citterio & Partners”, “Italo Rota & Partners”, “Carlo Mollino”, “Álvaro Siza Vieira” (1999), “Sverre Fehn” (2000), “Steven Holl” (2001), “Raimund Abraham” and “Joe Coenen” (2002) and “Juan Navarro Baldeweg” (2003).

From 1987 to 1998, A.A.M. Architettura Arte Moderna was in charge of the cultural activities, exhibitions and publications of the European Institute of Design, under Francesco Moschini’s scientific and cultural direction.

Besides its publishing activities and exhibitions “in situ”, A.A.M. Architettura Arte Moderna has always organised exhibitions for public institutions in Italy and abroad, like the most recent devoted to “Álvaro Siza” (2008) and “Steven Holl” (2010), both introduced by Francesco Moschini’s critical essays and held in the Castle of Acaya (Lecce); or the exhibitions devoted to Aldo Rossi, held in the National Academy of Saint Luke in Rome (2008) and the Politecnico of Milan (2009).

Moreover, A.A.M. Architettura Arte Moderna has always taken part in the exhibitions promoted by national and international institutions, exhibiting materials from its own archives, on several occasions, at the Triennale in Milan (Italy), the IVAM Instituto Valenciano de Arte Moderno in Valencia (Spain), and the Deutsches Architektur Museum in Frankfurt am Main (Germany).

At the end of the nineties, A.A.M.’s bibliographic and documentary heritage was brought together in the “Fondo Francesco Moschini Archivio A.A.M. Architettura Arte Moderna per le Arti, le Scienze e l’Architettura”: there are over 70000 volumes among books, magazines and catalogues.

This Library is currently located in the DAU (Department of Architecture and Urban planning) at the Politecnico of Bari (where Francesco Moschini teaches History of Architecture and History of Art at the Faculties of Engineering and of Architecture), and hosts a considerable number of multidisciplinary books and one of the most complete collections of art and architecture catalogues published in the twentieth century. The Library intends to be a “space of critical reflection” about different cultural issues, and aims to establish a permanent dialogue between different languages.

Among the several cultural activities promoted by the “Fondo Francesco Moschini Archivio A.A.M.”, let us not forget the Project T.E.S.I. Tesi Europee Sperimentali Interuniversitarie (The European Interuniversity Experimental Theses Project), which represents a moment of synthesis between Francesco Moschini’s educational and cultural activities.

In the framework of this Project, A.A.M. has organised a series of Lectiones Magistrales about the theme Book/Library at the Politecnico of Bari, hosting illustrious names like Luciano Canfora, Franco Purini, Gianfranco Dioguardi, Ruggero Pierantoni, Antonella Agnoli + Marco Muscogiuri, Massimiliano Fuksas, Massimo Cacciari, Mario Cresci, Mario Resca, Sergio Rubini.

 

 


A.A.M. Architettura Arte Moderna