Arte, Fotografia, Disegni e Progetti di Architettura Collezione Francesco Moschini e Gabriel Vaduva A.A.M. Architettura Arte Moderna
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Biografia dell'autore -
Alessandro Anselmi
A.A.M. Architettura Arte Moderna, 6 Giugno 1983
© Gabriel Vaduva / Archivio FFMAAM
Biografia dell'autore

Alessandro Anselmi (Roma 1934-2013) si è laureato in Architettura a Roma nel 1963.
Nel 1962 è stato uno dei membri fondatori del G.R.A.U. (Gruppo Romano Architetti Urbanisti). La sua attività ha carattere internazionale. Ha studi professionali a Roma ed a Parigi.
È stato docente presso la facoltà di Reggio Calabra ed attualmente è Professore Ordinario di Composizione Architettonica presso la Facoltà d’Architettura della III Università di Roma; è stato più volte visiting professor in varie scuole d’architettura francesi e svizzere. E’ Accademico Nazionale dell’Accademia di San Luca. Nel 1999 ha ricevuto il Premio Presidente della Repubblica per l’Architettura.
Recentemente ha costruito in Italia ed in Francia, tra le opere più recenti vi sono il Nuovo Municipio di Rezè-les-Nantes (Francia), 1986, la Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo di Catanzaro, 1987, la Ristrutturazione della Caserma Cavour per la Guardia di Finanza a Gaeta (LT) 1991, il Terminal del nuovo metrò di Rouen e centro commerciale a Sotteville-les-Rouen (Francia) 1993, il Nuovo Municipio di Fiumicino, i cui lavori stanno per concludersi, la nuova sistemazione delle aree basilicali di San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme a Roma, realizzate per l’avvento dell’anno Santo del 2000, ed un insediamento multifunzionale alla stazione Ferroviaria di San Pietro a Roma.
Numerosi sono i Concorsi a cui è stato invitato, tra cui: Consultazione Internazionale per la nuova Tecnopoli di Nantes (Francia), Concorso per la ristrutturazione del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, Concorso per la ristrutturazione Urbanistica del quartiere “Cestius-Mirabeau” a Aix-en-Provence (Francia), Consultazione Internazionale per il progetto del Palazzo dei Congressi di Agadir (Marocco), Consultazione Internazionale per il polo del Centro Direzionale di Pietralata a Roma.
Il lavoro di Alessandro Anselmi è stato documentato in numerose esposizioni e pubblicazioni, tra cui la monografia Alessandro Anselmi: icone per il terzo millennio a cura di M. Pisani (Milano 1996) e Alessandro Anselmi architetto a cura di C. Conforti (Milano 1997).
La metodologia progettuale di A. Anselmi si basa su un approccio critico sia dell’iter progettuale, che della storia del sito su cui deve intervenire. La storia del contesto non è solo la sequenza degli avvenimenti importanti che riguardano un luogo e le sue trasformazioni, ma anche l‘evoluzione del modo in cui esso è vissuto quotidianamente, dando priorità al modo attuale di usufruire di una determinata zona, in generale interrogandosi sul vivere contemporaneo. Pur amando la storia, A. Anselmi ha sempre difeso il diritto dell’architettura ad esprimersi modernamente, confrontandosi anche davanti al più bello, al più grande, al più antico monumento della storia, senza dare spazio alla malinconia, cercando di essere coerente con la lingua di oggi, anzi, cercando di immaginarne il prossimo futuro.
I progetti di A. Anselmi si sviluppano dalla deformazione degli ordini primigenii; costruiti dall’interno, come spazi modellati dal di dentro, o come oggetti che nascono come contorni, inseriti in un luogo. Non si riferiscono a modelli, né costituiscono dei sistemi di riferimento di un modo di operare. Di volta in volta, il progetto si sviluppa su un’area, assieme al luogo di intervento e quindi solo con quel luogo. Sembra che sia l’intervento che si deforma per adattarsi al preesistente, mentre in realtà evolve dando all’intorno una nuova connotazione, formandolo. A. Anselmi è decostruttivo nell’accettazione delle contraddizioni e della complessità di ogni intervento, di ogni testo, ma non rinuncia a ricomporre e migliorare uno spazio in modo positivo. Tendenza che era già presente nei progetti fatti con il G..RA.U., ad esempio nel cimitero di Parabita, dove il richiamo alle complessità risente delle posizioni sostenute negli anni Sessanta da R. Venturi, di cui anche il discorso decostruttivo ha recuperato il paradossale invito alla sovrapposizione ed alla ibridazione.
Per A. Anselmi il disegno di architettura è uno strumento, un mezzo per rappresentare ciò che il pensiero ha costruito. Spesso i suoi schizzi sono annotazioni tridimensionali, prospettive disegnate in scala molto ridotta, e che seguono a lunghi studi, ragionamenti, sopralluoghi. Non è un disegno che si crea assieme all’ideazione del progetto, ma è una verifica di un’intuizione già avuta, in un’operazione di sintesi tra teoria e componenti reali. Sono appunti che seguono le rappresentazioni sintetiche dell'arte e dell'intuizione.
Nel 2004 e 2013 il MAXXI di Roma gli dedica una grande mostra antologica.

Donata Tchou