Arte, Fotografia, Disegni e Progetti di Architettura Collezione Francesco Moschini e Gabriel Vaduva A.A.M. Architettura Arte Moderna
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Biografia dell'autore -
Francesco Moschini, Federica Dal Falco, Giuseppe De Boni e
Ugo Colombari
Laboratorio di Progettazione ‘83 - Consulto su Roma
Oratorio dei Filippini: Sala Borromini, Roma, 27 ottobre 1983
© Gabriel Vaduva / Archivio FFMAAM
Biografia dell'autore

Giuseppe De Boni (Viterbo 1951) si laurea in Architettura a Roma nel 1977. Dal 1972 collabora stabilmente con U. Colombari, insieme al quale nel 1975 apre lo studio di via della Scrofa (insieme a D. Staderini e M. Seccia). Nel 1993 si costituisce lo studio Ugo Colombari Giuseppe De Boni Architetti Associati.

De Boni dedica il suo impegno alla declinazione della ricerca nel lavoro di architetto ed interpreta il progetto del reale come occasione e campo di applicazione della sperimentazione teorica; il suo lavoro mostra “il segno di una tensione volta ad elaborare un modello teorico nel quale possano trovare una loro sintesi ideale professionalità e ricerca”.

Già a partire dal '78 inizia, con la partecipazione alla redazione del progetto per Les Halles a Parigi (con B. Zherfuss e D. Staderini), una serie di esperienze che nel corso degli anni '80 lo portano a confrontarsi con le grandi trasformazioni operate nella capitale francese dai concorsi di progettazione promossi da Mitterand. Associato a Parigi con lo studio Petit-Ketoff vince nel 1982 il secondo premio ex-aequo al concorso internazionale per la sistemazione del Parc de la Villette.

Nel 1983-84 partecipa al concorso ad inviti per l'École de Danse de l'Opéra de Paris ed a quello de la Cité de la Musique alla Villette (progetto selezionato per la seconda fase); nel 1988 al concorso per un grattacielo nel Triangle de la Folie alla Défense. Nel 1979, dopo aver lavorato con Paolo Portoghesi per la mostra “Roma Interrotta”, alla quale seguiranno tra l'80 e l'83 le mostre “Progetto, materia, colore”, “Lo sguardo indiscreto” e “Riti di passaggio”, organizzate dalla A.A.M. di Roma, partecipa (con F. Purini, L. Thermes e D. Staderini) al progetto di Parco Centrale, prima edizione dell'Estate Romana, vivendo quindi il clima di rinnovamento che in quel periodo caratterizza la Scuola Romana. A partire da questa esperienza Colombari e De Boni diventano “gli architetti dell'Estate Romana, ed il loro nome è associato alle imprese più difficili ed agli allestimenti più rischiosi, sempre caratterizzati dall'assoluta autonomia nell'invenzione progettuale”.

Attraverso le architetture effimere per lo spettacolo, De Boni affronta il tema dello spazio racchiuso dal recinto e definito dalla dimensione notturna della sua fruizione. Questa esperienza ha permesso una sperimentazione su Roma inusuale, che ha consentito il confronto con le varie città che la compongono, romana, rinascimentale, fascista, della periferia contemporanea, ed al tempo stesso ha favorito la riacquisizione di spazi dimenticati, dando avvio ai successivi interventi di rivalutazione. Tra il 1989 ed il 1993 De Boni lavora all’interno della “Compagnia del Progetto”, in un ambito che ha come finalità la volontà di confrontarsi con scale di progettazione complesse. Appartengono a questa esperienza il progetto per il restauro e ristrutturazione del Palaeur di Roma, la sede della Ferruzzi Finanziaria a Ravenna, la base nautica per il Moro di Venezia a San Diego.

Gli anni ‘90 vedono lo studio impegnato sul fronte del rapporto con le grandi committenze. In particolare: per conto dell'E.N.E.L. la realizzazione di centri di informazione e musei quali il Museo dell’Energia Nucleare (riconversione dell’ex Centrale Nucleare di Montalto di Castro, 1992-94), il Museo della Geotermia a Larderello (1993-97), il Centro di Informazione dell'impianto idroelettrico di Entracque (1991-98); con l’Italgas la riconversione delle aree industriali in punti nodali urbani, con il recupero e ristrutturazione ad uffici dell'ex Sala Pressione del Gas e la realizzazione della Nuova Cabina di Riduzione Gas (1996-98), la ristrutturazione a biblioteca multimediale della Ex Chiesa dell'Officina S. Paolo (1998) a Roma.

Nell'esperienza del Teatro India (1999) il tema del riuso dei grandi manufatti di archeologia industriale offre lo spunto per realizzare un nuovo spazio teatrale sperimentale del Teatro di Roma nell'Ex Stabilimento della Mira Lanza al quartiere Ostiense. Dal ‘98 una serie di occasioni lo portano a confrontarsi di nuovo, dopo l’esperienza effimera dell’Estate Romana, con i contesti storici con i progetti per l’Antiquarium del Celio a Roma e per il parco archeologico ed il complesso monumentale della Basilica di S. Gavino a Porto Torres (2000-01), insieme al progetto di restauro di un brano dell’acquedotto Claudio-Felice.

Lo studio vince nel 1998 il concorso internazionale per la sistemazione esterna del Tunnel del Monte Bianco. In tutte le varie espressioni, il lavoro di De Boni si fonda sull’idea di misura. Ed il disegno come analisi ed interpretazione del reale è il mezzo attraverso il quale la misura si disvela quale elemento fondativo del luogo naturale e del progetto architettonico; è il sistema per conoscere, riconoscere e progettare, l'avvicinamento al progetto come presentimento e concretizzazione di un sogno. Il disegno ha la possibilità di estraniarsi dagli elementi contestuali – lasciando al progetto il compito di confrontarsi con le difficoltà del reale – ma anche di completare il progetto esprimendone le vocazioni più o meno nascoste, trasmettendo semplici ed assoluti valori archetipici di riferimento, ed insieme modelli etici e disciplinari.


Alessandra Fassio