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A.A.M. Architettura Arte Moderna
Dal 1978 la cultura del progetto: un progetto per l'arte moderna e contemporanea

Giancarlo Limoni

Non ho tempo. Lezione di tenebre: opere dal nero

 

L’artista presenta una ventina di opere recenti di grande e medio formato (olii su tela) risultato degli ultimi due anni di intenso e unitario lavoro, all’insegna di un duplice tema. Il primo, dal titolo “Non ho tempo” rappresenta una sorta di omaggio a Èvariste Galois, fondatore della moderna algebra astratta; romantico personaggio morto a soli vent’anni ed emblema di quanto troppo spesso la mediocrità trionfi sulla genialità, il cui lavoro, anche quello terminale redatto prima dell’alba del giorno del duello, durante terribili ore di disperazione, “costituisce ancora uno spunto di riflessione e di ricerca per i matematici moderni”. Il secondo tema dal titolo “Lezioni di tenebra: opere dal nero”, costituisce invece un evidente riferimento a Roger Caillois, straordinario scrittore e saggista, che ha segnato, fin dalle sue opere del 1938 la più attenta cultura internazionale e di cui vale la pena di ricordare almeno le superbe indicazioni a proposito del piacere dello scrivere in pura perdita come unico modo per scrivere liberamente (Il fiume Alfeo ‘78), cosi come la definizione della “ipertelia” quale sviluppo esagerato e sterile di alcuni organi, che porta all’esaurimento del senso a causa della crescita del segno.

The artist presents approximately twenty recent works in large and medium formats (oils on canvas) which represent the result of the last two years of intense and cohesive work under the heading of twin themes. The first, entitled “Non ho tempo” [“I haven't got time”] presents a sort of homage to Evariste Galois, founder of modern abstract algebra; a romantic figure who died at only twenty years of age and an emblem of how all too often mediocrity triumphs over genius. His work, even his very last which was written in the terrible hours of desperation before dawn on the day of the duel, “still constitutes a stimulus for reflection and research for modern mathematicians”. Whilst the second theme with the title “Lezioni di tenebra: opere dal nero” [“Lessons of darkness: works from black”], clearly refers to Roger Caillois the extraordinary writer and essayist who, with his works from 1938 onwards, left his mark on international culture at its most refined, and of whom it is worth remembering, at the very least, his superb suggestions regarding the pleasures of automatic writing as the only truly free method for writing (Le fleuve Alphée, 1978), along with his definition of “hypertelia” - the exaggerated and sterile development of certain organs - leading to the loss of meaning thanks to the over-development of the sign.