Arte, Fotografia, Disegni e Progetti di Architettura Collezione Francesco Moschini e Gabriel Vaduva A.A.M. Architettura Arte Moderna
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Biografia dell'autore

Pierluigi Eroli (Roma 1936) si laurea in Architettura a Roma nel 1962. Aderisce al G.R.A.U. (Gruppo Romano Architetti Urbanisti) sin dalla sua fondazione; membro di una famiglia di artisti, ha iniziato dal 1970 ad integrare l’attività di architetto con quella di pittore, svolgendo quest’ultima dal decennio successivo nella Capitale, presso lo studio di famiglia fondato nel 1880 dal nonno Erulo.
Nella sua opera abbondano le realizzazioni di case unifamiliari costruite sin dagli esordi professionali, unitamente alle quali meritano di venire ricordati il progetto per i nuovi uffici della Camera dei Deputati e la Mostra Mobili Frisetti del 1967; la partecipazione ai concorsi per la sistemazione del Palazzo Schifanoia a Ferrara e per l’Archivio di Stato a Firenze del 1973; il complesso edilizio IACP ad Aprilia ed una piazza nella Zona 167 di Cori (1979). In quello stesso anno viene menzionato il suo progetto per la sistemazione de Les Halles a Parigi. Gli anni ’80 si aprono con la partecipazione al concorso per un liceo scientifico a Corviale, al quale seguono il ciclo pittorico “Natura-Storia” e l’allestimento della mostra con il G.R.A.U. alla I Biennale di Architettura di Venezia. Da allora s’intensifica la sua attività grafica come testimoniano i disegni per il libro di Morris News from nowhere ed il progetto “Restituito et Renovatio Urbis Romae” in collaborazione con Paolo Portoghesi.
Testate italiane e straniere hanno seguito la sua opera e pubblicato i suoi scritti.
Nel volume G.R.A.U. - Isti mirant stella (Roma, 1981) è presentato il suo lavoro dal 1964 al 1980, mentre la monografia Pierluigi Eroli - Racconti di architettura (Roma, 1985) è riferito alla produzione del periodo 1981-1984. Entrambi i volumi sono a cura di Francesco Moschini.
Con sorprendente continuità, ed a questo scopo si confronti il Mercato Coperto di Lecce del 1965 con le ultime opere, Eroli ricerca in ogni disegno una modernità alternativa in grado di rappresentare “il bisogno-desiderio di raccontare la Storia o la singola storia a misura e dispetto di quella corrente”.

Alessio Rosati